Volpiano (Italy)

23/11/2020

Laurea ad honorem a Luciano Bonaria, l’inventore che collauda il futuro

di Claudia Luise.

Ho sempre inventato macchine. Avevo 20 anni e nessuna esperienza quando l’Olivetti, già dopo la mia prima mezz’ora di lavoro, mi spedì nel reparto dove si collaudavano le schede per il primo personal computer. Dovevo inventare le apparecchiature adatte al collaudo. Mi ero appena diplomato, non ho mai avuto la laurea, ma fin da bambino sono stato un inventore

Luciano Bonaria è la vulcanica anima della SPEA, azienda modello di Volpiano, che crea “le macchine del futuro“: tutti i macchinari che servono per collaudare le tecnologie che ancora devono svilupparsi o che necessitano della massima affidabilità.

Stiamo lavorando ora per creare le macchine che collauderanno le prossime generazioni di componenti microelettronici dell’automobile e dei cellulari di prossima generazione. Le grosse aziende ci affidano questo compito ma sono tecnologie riservatissime“. 

L’azienda ha stipulato un accordo con il Politecnico per la formazione degli ingegneri che poi assume e il rettore, Guido Saracco, ha da poco visitato lo stabilimento. “Bonaria è un ottimo esempio di ingegnere creativo, il modello che ho sempre presentato ai nostri studenti. Per questo credo sia giusto conferirgli la laurea honoris causa“, commenta entusiasta Saracco.

L’azienda è pronta ad investire oltre 50 milioni nel territorio di Volpiano per continuare ad essere competitiva. “Stiamo continuando ad assumere in piena pandemia, il mondo ha fretta e non si è fermato nella crescita tecnologica. Sa che la più importante azienda statunitense che produce macchinari biomedicali ha scritto al Governo per chiedere di autorizzarci ad essere aperti durante il lockdown? Siamo obbligati a crescere altrimenti perdiamo clienti. Siamo pronti ad investire oltre 50 milioni nel territorio di Volpiano per continuare ad essere competitivi. Non abbiamo alcune intenzione di delocalizzare, vogliamo vendere Made in Italy e creare ricchezza sul nostro territorio“. aggiunge.

Dopo Olivetti la carriera di Bonaria è proseguita per sette anni alla General Electric dove inventava le macchine per collaudare le schede dei grandi calcolatori fino al 1976 quando ha fondato la SPEA. “L’elettronica governa il pianeta, controlla tutto. Grazie alle cose che ho imparato nella mia esperienza alla General Electric riusciamo a individuare i difetti dell’elettronica e della microelettronica“, afferma il fondatore.

L’azienda è sempre rimasta a conduzione familiare e ora conta 750 collaboratori. “La competenza per creare questi macchinari è solo nostra quindi dobbiamo formarci i nostri giovani internamente dopo aver selezionato quelli più preparati. Siamo un’azienda cervello e c’è sempre bisogno dei nostri prodotti“. L’ultimo accordo con il Politecnico prevede il finanziamento di progetti di ricerca e l’assunzione, nei prossimi 3 anni, di cento ingegneri formati per lavorare sulle nuove prospettive nate con l’auto elettrica.

Tra le varie aziende che utilizzano la tecnologia SPEA ci sono anche Apple e i suoi fornitori di tecnologie interne, Bosch, Marelli e Medtronic che ha le macchine SPEA per testare pacemaker e dispositivi neurali prima di immetterli sul mercato.

Siamo resistenti ai danni economici generati dalla crisi, sia fisicamente perché l’età media qui è molto bassa, sia economicamente. In futuro dobbiamo avere macchinari automatici che funzionino anche senza operatore. Non si può fermare il mondo perché ci saranno nuove pandemie. Questo non vuol dire che diminuiranno i posti di lavoro, ma che cambieranno le figure professionali necessarie“.

Articolo pubblicato su La stampa di Torino il 23 Novembre 2020

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